Splendore e decandenza di un falsario di vini

Pubblicato il 30 maggio 2012

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Articolo che leggo nell’ultimo numero della Revue du Vin de France ( Giugno 20129. Rudy Kurniawan, il giovane indonesiano che era considerato come uno dei pochi uomini sulla terra ad avere una collezzione incredibile di vecchie e rare bottiglie, viene arrestato il giorno 8 marzo dal FBI americano con l’accusa di frode e contraffazione di bottiglie di vino. Costernazione di numerosi vignerons, esperti di vino , appassionati ed amici che conoscevano e stimavano Rudy. Alcuni sono pronti ad intervenire in sua difesa ma purtroppo le foto scattate dal FBI non lasciano via d’uscita: secchi di capsule, di etichette, timbri del millesimo tutto il classico materiale da falsario era a casa sua a Los Angeles. Comunque Rudy è sempre stato agli onori delle cronache: nel 2006 il Los Angeles Times lo dipingeva come un ricchissimo indonesiano, abituato a vivere nel lusso, sempre elegante ed alla moda e che non esitava a sborsare un milione di dollari per acquistare preziose bottiglie alle vendite all’asta. La sua collezione contava circa 500.000 con una certa predilezione per le vecchie bottiglie di Bordeaux e Borgogna. Inoltre Rudy non era un semplice compratore si era guadagnato la stima e la confidenza di molte tra le più importanti case d’aste del mondo alle quali vendeva le sue bottiglie e dobbiamo dire con molto successo: nel 2006 le vendite di alcune delle sue bottiglie gli fecero guadagnare la somma record di 36 milioni di dollari. Inoltre aveva l’abitudine di condividere alcune delle sue bottiglie più prestigiose con degustazioni tra pochi ed eletti amici. Uno dei più noti importatori franco-americano, suo grande amico dichiara: Rudy è uno dei migliori compagni di degustazione. L’ho incontrato in un piccolo club di degustazione di vini di Borgogna nel 2002. Le sue note erano precise, pertinenti. Abbiamo diviso verticali su millesimi recenti e lui completava le nostre cene con delle bottiglie incredibili che pagava a peso d’oro nei ristoranti.

Etienne de Montille del Domaine de Montille a Volnay dice di lui: Ho incontrato Rudy nel 2006 e siamo diventati amici. La sua conoscenza della Borgogna era impressionante . Aveva cercato alcuni vini del 1963, la mia data di nascita tra cui alcune bottiglie che non avevo mai degustato. All’epoca nessuno avrebbe potuto mettere in causa la sua sincerità .

Eric Rousseau del Domaine Armand Rousseau a Gevrey Chambertin dice: Mi descriveva le differenze di vecchi Chambertin e mi spiegava perchè preferiva il 1937 al 1934, vini che io non ho mai assaggiato. Era un bluff?

laurent ponsot

Laurent Ponsot del Domaine Ponsot a Morey Saint Denis ha un’altra opinione di Rudy Kurniawan. In aprile 2008 un grande collezionista voleva acquistare qualche raro flacone degli anni 40′ e 50′ in una vendita all’asta Ackerel Merrall a New York, ed inviò una semplice mail al Domaine per ottenere alcune informazioni. Laurent Ponsot a questa richiesta diviene pallido, in quanto il signor X chiedeva informazioni su un’annata in particolare il 1929, ed il Domaine Ponsot iniziò a produrre il Clos Saint Denis solamente nel 1982. Laurent si fa inviare delle foto degli altri vini proposti. Alla vista delle bottiglie alcuna delle etichette corrisponde a quelle del Domaine. Laurent fa ritirare subito le 84 bottiglie dalla vendita all’asta, ma il commissario John Kapon rifiuta assicurando che le bottiglie sono autentiche. Laurent salta sul primo aereo per New York ed arriva all’apertura della vendita all’asta. Qualche istante dopo il commissario John Kapon annuncia che la totalità dei vini del Domaine Ponsot sono ritirati dall’asta attirando l’ira di molti collezionisti che hanno percorso migliaia di km per assistere alla vendita. laurent Ponsot non vuole rimanere in quel contesto e chiede di parlare con il venditore. Fu la prima volta che incontrai Rudy Kurniawan che rimase molto vago circa l’origine delle bottiglie. Rimasi sorpreso che non si ricordasse dove acquistò il famoso Clos de la Roche 1929. Il Domaine aveva iniziato la vendita di quel vino nel 1934 e di quel vino esistevano solamente qualche bottiglia e dovevano essere estremamente rare!! Mi ha promesso di darmi delle informazioni che purtroppo non ho mai ricevuto. All’epoca mi domandavo ancora se era una vittima oppure un predatore.

Laurent Ponsot continua ad indagare e la lotta alla contraffazione è diventata la sua crociata. In 15 anni ho speso 100’000 € . Sono risalita alla fonte, a volte ho seguito delle false piste e sono fiero di avere contribuito all’arrsto di un falsario di Dom Perignon in Italia. Nel 2008 , Laurent incontra nuovamente Rudy cercando di ottenere informazione più approfondite : Ho ottenuto solamente un nome M Pak Hendra e due numeri di telefono in Indonesia. Però presto ho realizzato che Hendra è un cognome molto diffuso in Indonesia e i numeri di telefono non corrispondevano a nulla. Laurent fu poi contattato dal FBI nel 2010 e ritorna a New York per collaborare con loro nell’operazione che portò all’arresto di Rudy Kurniawan. Oggi Rudy è ancora in prigione e la cauzione di 175000 dollari è stata rifiutata per paura che Rudy, che possiede diversi passaporti possa fuggire.


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