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Splendore e decandenza di un falsario di vini

Articolo che leggo nell’ultimo numero della Revue du Vin de France ( Giugno 20129. Rudy Kurniawan, il giovane indonesiano che era considerato come uno dei pochi uomini sulla terra ad avere una collezzione incredibile di vecchie e rare bottiglie, viene arrestato il giorno 8 marzo dal FBI americano con l’accusa di frode e contraffazione di bottiglie di vino. Costernazione di numerosi vignerons, esperti di vino , appassionati ed amici che conoscevano e stimavano Rudy. Alcuni sono pronti ad intervenire in sua difesa ma purtroppo le foto scattate dal FBI non lasciano via d’uscita: secchi di capsule, di etichette, timbri del millesimo tutto il classico materiale da falsario era a casa sua a Los Angeles. Comunque Rudy è sempre stato agli onori delle cronache: nel 2006 il Los Angeles Times lo dipingeva come un ricchissimo indonesiano, abituato a vivere nel lusso, sempre elegante ed alla moda e che non esitava a sborsare un milione di dollari per acquistare preziose bottiglie alle vendite all’asta. La sua collezione contava circa 500.000 con una certa predilezione per le vecchie bottiglie di Bordeaux e Borgogna. Inoltre Rudy non era un semplice compratore si era guadagnato la stima e la confidenza di molte tra le più importanti case d’aste del mondo alle quali vendeva le sue bottiglie e dobbiamo dire con molto successo: nel 2006 le vendite di alcune delle sue bottiglie gli fecero guadagnare la somma record di 36 milioni di dollari. Inoltre aveva l’abitudine di condividere alcune delle sue bottiglie più prestigiose con degustazioni tra pochi ed eletti amici. Uno dei più noti importatori franco-americano, suo grande amico dichiara: Rudy è uno dei migliori compagni di degustazione. L’ho incontrato in un piccolo club di degustazione di vini di Borgogna nel 2002. Le sue note erano precise, pertinenti. Abbiamo diviso verticali su millesimi recenti e lui completava le nostre cene con delle bottiglie incredibili che pagava a peso d’oro nei ristoranti.

Etienne de Montille del Domaine de Montille a Volnay dice di lui: Ho incontrato Rudy nel 2006 e siamo diventati amici. La sua conoscenza della Borgogna era impressionante . Aveva cercato alcuni vini del 1963, la mia data di nascita tra cui alcune bottiglie che non avevo mai degustato. All’epoca nessuno avrebbe potuto mettere in causa la sua sincerità .

Eric Rousseau del Domaine Armand Rousseau a Gevrey Chambertin dice: Mi descriveva le differenze di vecchi Chambertin e mi spiegava perchè preferiva il 1937 al 1934, vini che io non ho mai assaggiato. Era un bluff?

laurent ponsot

Laurent Ponsot del Domaine Ponsot a Morey Saint Denis ha un’altra opinione di Rudy Kurniawan. In aprile 2008 un grande collezionista voleva acquistare qualche raro flacone degli anni 40′ e 50′ in una vendita all’asta Ackerel Merrall a New York, ed inviò una semplice mail al Domaine per ottenere alcune informazioni. Laurent Ponsot a questa richiesta diviene pallido, in quanto il signor X chiedeva informazioni su un’annata in particolare il 1929, ed il Domaine Ponsot iniziò a produrre il Clos Saint Denis solamente nel 1982. Laurent si fa inviare delle foto degli altri vini proposti. Alla vista delle bottiglie alcuna delle etichette corrisponde a quelle del Domaine. Laurent fa ritirare subito le 84 bottiglie dalla vendita all’asta, ma il commissario John Kapon rifiuta assicurando che le bottiglie sono autentiche. Laurent salta sul primo aereo per New York ed arriva all’apertura della vendita all’asta. Qualche istante dopo il commissario John Kapon annuncia che la totalità dei vini del Domaine Ponsot sono ritirati dall’asta attirando l’ira di molti collezionisti che hanno percorso migliaia di km per assistere alla vendita. laurent Ponsot non vuole rimanere in quel contesto e chiede di parlare con il venditore. Fu la prima volta che incontrai Rudy Kurniawan che rimase molto vago circa l’origine delle bottiglie. Rimasi sorpreso che non si ricordasse dove acquistò il famoso Clos de la Roche 1929. Il Domaine aveva iniziato la vendita di quel vino nel 1934 e di quel vino esistevano solamente qualche bottiglia e dovevano essere estremamente rare!! Mi ha promesso di darmi delle informazioni che purtroppo non ho mai ricevuto. All’epoca mi domandavo ancora se era una vittima oppure un predatore.

Laurent Ponsot continua ad indagare e la lotta alla contraffazione è diventata la sua crociata. In 15 anni ho speso 100’000 € . Sono risalita alla fonte, a volte ho seguito delle false piste e sono fiero di avere contribuito all’arrsto di un falsario di Dom Perignon in Italia. Nel 2008 , Laurent incontra nuovamente Rudy cercando di ottenere informazione più approfondite : Ho ottenuto solamente un nome M Pak Hendra e due numeri di telefono in Indonesia. Però presto ho realizzato che Hendra è un cognome molto diffuso in Indonesia e i numeri di telefono non corrispondevano a nulla. Laurent fu poi contattato dal FBI nel 2010 e ritorna a New York per collaborare con loro nell’operazione che portò all’arresto di Rudy Kurniawan. Oggi Rudy è ancora in prigione e la cauzione di 175000 dollari è stata rifiutata per paura che Rudy, che possiede diversi passaporti possa fuggire.


Sparkling inglesi alla conquista del mondo

I vini inglesi alla conquista del mondo: durante la fiera  London International Wine saranno premiati tutte le aziende che hanno ottenuto riconoscimenti nei prestigiosi concorsi internazionali.

Il Blanc de Blancs è stato il chiaro vincitore, conquistando medaglie d’oro in Decanter World Wine Awards, Challenge Internazionale del Vino e Concorso Internazionale Wine & Spirit.

Nell’anno giubilare, i vini inglesi hanno raggiunto un record di scansione di 49 medaglie complessivamente, un incremento del 36% rispetto all’anno scorso.

Nel Concorso Internazionale Wine & Spirit (IWSC),  Wine Estate Bolney nel Sussex è stato insignito del `eccezionale oro ‘medaglia per il produttore nel 2007 blanc de blancs. Era la prima volta  che un vino inglese ha vinto il concorso di alta classe di premio.

La winemaker di Bolney, Samantha Linter, ha dichiarato: “Siamo entusiasti del risultato non poteva arrivare in un momento migliore, il paese è in festa, e ora lo siamo anche noi.».

samantha linter della bolney

Il vino spumante inglesi ha ottenuto punteggi superiori rispetto alle case più celebri champagne francesi.

Su 3.000 vini provenienti da 90 paesi, solo 13 sono stati insigniti del `oro ‘medaglia d’eccezionale.

Nyetimber  Blanc de Blancs 2003 è stato premiato con una medaglia d’oro nella stessa competizione, che ha visto complessivamente 33 medaglie ai vini inglesi, e due ai vini gallesi.

Francia  si conferma in cima alla tabella delle  medaglie, portando a casa 827 medaglie. L’Italia è arrivata seconda con 521 medaglie e la Spagna ha preso il terzo posto con 509 medaglie.

Due medaglie d’oro ambito sono stati assegnati ai vini di inglese in Challenge International Wine 2012; Marksman Ridgeview 2009, un 100% Chardonnay frizzante, realizzato in esclusiva per Marks & Spencer, e la Camel Valley Cornwall Brut 2010 (60% Seyval Blanc, Chardonnay 20%, e 20% Reichensteiner blend).

Nei Decanter World Wine Awards i paesi emetgenti hanno ottenuto moltissime mdaglie: la Turchia ha visto l’83% dei suoi vini ricevere un premio, la Slovenia ha registrato il 77% e la Croazia 63%.

Christelle Guibert, tasting director, ha detto: “E ‘bello vedere tanti paesi vinicoli emergenti farecosì bene a DWWA quest’anno, spesso risultando  meglio rispetto ai paesi più affermati e regioni famose; questo dimostra che  la qualità del vino  ora è presente anche in paesi  che, come il Regno Unito, una volta erano considerati ai margini della produzione del vino. “

 

Terrano 2008 Venezia Giulia IGT, Castello di Rubbia

E’ sempre un piacere l’incontro con il Terrano: vitigno molto sanguigno del Carso.  Questa volta siamo con il Terrano di Castello di Rubbia.

Castello di Rubbia nasce alla fine degli anni ’90 come progetto enoturistico alberghiero. L’azienda riprende l’antica tradizione vinicola che ebbe inizio nel XVI secolo con i conti Egg. La proprietà si trova a San Michele del Carso in provincia di Gorizia e possiede 13 ettari di terreno coltivato a vite, a quote comprese tra i 90 e i 150 m.s.l.

Castello di Rubbia ha scelto di valorizzare i vitigni autoctoni del Carso quali il Terrano, la Vitovska e la Malvasia, che rappresentano nel modo migliore le peculiarità del territorio. La caratteristica terra rossa, ricca di ferro e calcare, figlia di un fenomeno geologico noto come carsismo, dove la siccità si alterna al tipico vento chiamato Bora, restituisce uve che danno vita a vini secchi, corposi e strutturati, che da epoche remote accompagnano la gastronomia carsica e regionale. Castello di Rubbia nell’edizione del Decanter World Wine Awards 2012 ha vinto la medaglia Silver con il Bianco della Bora 2009, Bronze con il Rosso della Bora 2009, Gold con il Terrano 2008,Silver con la Vitovska 2009 ed una segnalazione Commended per la Malvasia 2010. Insomma nel più importante concorso internazionale ha fatto man bassa con quasi tutti i vini che ha presentato. Complimenti per questa realtà vinicola italiana che valorizza gli splendidi vitigni autoctoni del Carso.

Il colore è molto profondo, un rosso rubino con tonalità inchiostro con un gradazione dell’unghia ancora violacea.

Il primo naso è fine, vinoso, il frutto è abbastanza maturo  Il secondo naso è speziato, aromi di pepe, olive nere, amarena sottospirito, ancora sentori di vaniglia mischiati ad un leggero sottobosco. Poi emergono i frutti rossi e neri come la ciliegia, more e mirtilli.

Alla bocca ha un attacco molto fresco, acidulo. L’alcool è molto presente e si fa sentire ma l’acidità ne smorza l’importanza. Il vino ha i tannini molto morbidi e fini quasi impercettibili. In bocca il frutto è croccante e ci ricorda le ciligie, il finale è importante sulla vena alcolica e con un retrogusto amarognolo. E’ un vino che nonostante il suo corpo importante si lascia bere “tirando” un bicchiere dopo l’altro. Un vino che mi è piaciuto tanto e che ha ricevuto la medaglia d’oro al Decanter e che rientra nel gotha dei vini italiani.

Best Sommelier Asia-Oceania 2012

Si è concluso nella città di Daejeon in Corea del Sud, con la premiazione dell’australiano Frank Moreau, il II Concorso ASI per il Miglior Sommelier Asia-Oceania 2012.

Sul podio sono saliti anche due giapponesi, Nobuhide Tani, sommelier alla Tour d’Argent di Tokyo e Yoichi Sato della Maxivin Sari. Degni di citazione anche il candidato cinese Ka Lun Terence Wong e i due candidati coreani Ju Wan Kim e Lee Yong Moon che hanno dimostrato un ottimo livello di preparazione ed hanno fatto onore ai propri Paesi. A disputarsi il titolo sono stati 19 sommelier, tra i quali una ragazza, provenienti da dieci Paesi di Asia e Oceania.

Australia :

- Franck Moreau, Merivale, Sidney

- Mark Protheroe, Grossi Group, Melbourne

Cina :

- Sam Chong, Hôtel Nikko, Hong Kong

- Ka Lun Terence Wong, Otto e Mezzo Bombana, Hong Kong

Indonesia :

- Hezron Febriando, Amuz Gourmet, Jakarta

- Pamor Budi Kurniawan, Hôtel Indonesia Kempinski, Jakarta

Giappone :

- Nobuhide Tani, La Tour d’Argent, Tokyo

- Yoichi Sato, Maxivin, Tokyo

Corea del Sud :

- Ju Wan Kim, Bar Plus Wine Code, Seul

- Lee Yong Moon, Lotte Hotel, Seul

Malesia :

- Liew Chien Hearn Edmund,

- Rajeshwaran Raja Gopal, db Bistro Moderne, Singapore

Nuova Zelanda :

- Joe Wang, The Northern Club, Auckland

Singapore :

- Kok Hoong Au, Marina Bay Sands, Singapore

- Weuie Alvin Gho, Jean-Georges, Shangaï, Cina

Taiwan :

- Meng-Yi (Xavier) Tzeng, Le Moût French Restaurant, Taiwan

- Hsin-Wei (Thomas) Ho, Le Moût French Restaurant, Taiwan

Thailandia :

- Mademoiselle Krongtong Namtiwon, Anantara Lawana Koh, Samui

- Peetiwat Manapim, Anantara Kihavah Villas, Maldive

franck moreau

Dopo la proclamazione del vincitore da parte del presidente dell’Association de la Sommellerie Internationale, il giapponese Shinya Tasaki, la medaglia d’oro è stata consegnata al vincitore dal primo cittadino della città, il Mayor Yum Hong Chul, circondato dai componenti della prestigiosa giuria internazionale, composta da numerosi presidenti delle associazioni nazionali e dai nostri due Migliori Sommelier del Mondo, Piero Sattanino e Giuseppe Vaccarini.

Il vincitore del Concorso Asia-Oceania è automaticamente candidato a rappresentare il proprio Paese al Concorso Miglior Sommelier del Mondo 2013 che si svolgerà a Tokyo.

“Il titolo di Miglior Sommelier del Mondo fa sognare ma sono già molto soddisfatto del risultato riportato oggi. Ho lavorato duramente per anni per poter partecipare, dopo aver conseguito il Master Sommelier lo scorso anno e la nascita del mio primo figlio, che oggi ha sette mesi, ora vorrei prendermi un po’ di riposo e godermi la mia famiglia. Ho la fortuna di avere al mio fianco una donna formidabile che mi sostiene e mi incoraggia…una fortuna da preservare.” Queste le prime parole del neo Miglior Sommelier Asia – Oceania subito dopo la proclamazione. Franck è francese ed è originario della Borgogna  e precisamente di Macon. Ora gurda con ottimismo ai prossimi Campionati del Mondo dei Sommelier che si svolgeranno a Tokyo nel 2013.

I prezzi dei Bordeaux 2011 in caduta libera

Come letto da un articolo di chin chin jobs i Grand Vins di Bordeaux hanno realizzato i loro prezzi di vendita. Come già annunciato da diversi bloggers e giornalisti enoici, l’annata 2011 è un ritorno alla realtà, dopo le follie del 2010 e 2009.

Chateau Margaux 2011 è venduto a 360€ contro i 600€ del 2010, per un calo di circa 40%. Chateau Haut Brion anche lui è venduto allo stesso prezzo del Margaux, con un calo del 45% rispetto all’annata precedente. Prezzi comunque alti, spesso se si paragonano alle annate 2011 e 2004 che sono spesso più accessibili; normalmente io mi oriento verso queste due annate che si bevono benissimo adesso. Per una cassa di queste due annate si pagano circa 3000£ ( 3750€), mentre per il 2011 siamo sui 3500£ cioè 4360€; il risparmio è evidente ed in più possiamo servire vini che sono “bevibili”.

Un vino che personalmente adoro è Chateau La Mission Haut Brion, ebbeno questo vino ha visto il suo prezzo sgretolarsi partendo dall’annata 2010, venduta a 600€ a bottiglia, per arrivare al 2011 dove è venduto a 216€ per una caduta di circa il 64%.

Chateau Palmer 2011 a 128€ contro i 215€ del 2010. Chateau Lynch Bages  a 69€ e Chateau Lascombes a 43€ con perdite significative. Ma allora quale è il vero prezzo di questi vini di Bordeaux?

I vini di Bolgheri

Escursione interessante di Marina Betto nella terra di Bolgheri e di alcune delle aziende vinicole che rendono internazionale questa parte di Toscana.

La zona di Bolgheri è una pietra preziosa incastonata nella regione Toscana, dove i borghi sono reali, vivibili, senza nulla di falso e artefatto; ovunque ci sono antichi oliveti e la brezza marina che viene da ovest è l’essenza che porta fertilità e ricchezza a questa terra, dalla quale provengono vini profumati e complessi che parlano di luoghi al di là dell’uvaggio.

Fu Mario Incisa della Rocchetta ad impiantare nel 1944 il primo vigneto di Cabernet Sauvignon a Castiglioncello di Bolgheri, e la prima bottiglia di Sassicaia con la stessa etichetta che conosciamo oggi è del 1968; la D.O.C. per il vino rosso arriva solo nel 1994 e disciplina il Bolgheri Superiore e il Bolgheri Sassicaia come primo esempio di cru italiano.

Sembra si siano adattati proprio bene questi vitigni bordolesi in terra toscana, arricchendosi di un’espressione più mediterranea, insieme anche agli autoctoni Sangiovese e Vermentino.

Sassicaia è certamente tra i grandi vini del mondo, ma grande è l’intero territorio, e non solo il singolo vino. Ci troviamo in Maremma settentrionale in provincia di Livorno nel Comune di Castagneto Carducci; alle spalle una serie di colline che difendono i vigneti dal vento e dal freddo del nord; in estate questo corridoio è percorso da correnti rinfrescanti, il primo vigneto impiantato a Castiglioncello di Bolgheri è esposto ad est, e i vigneti più qualitativi si trovano tutti ai piedi delle colline metallifere e nella pianura tra Bolgheri e la zona sud di Castagneto, dove c’è una forte luminosità che permette una maturazione lenta delle uve. Il sistema di allevamento più diffuso è il cordone speronato singolo, e trentasei sono le aziende di tutela. I vitigni rossi coltivati sono: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc,Merlot ma anche Syrah e Petit Verdot; tra i bianchi Vermentino Sauvignon Blanc e Viognier.

Inizio questo viaggio tra i filari di Bolgheri dall’azienda Guado al Melo, parlando con Michele Scienza che mi racconta di appartenere ad una famiglia di vignaioli (trentini) da più generazioni, molto attenti alla cura della vigna, volendo produrre vini eccellenti ma genuini, integrando moderna ricerca scientifica orientata alla qualità e compatibilità con l’ambiente. Solo metodi tradizionali con le conoscenze moderne. Assaggio di questa azienda Antillo Bolgheri DOC Rosso 2010( Sangiovese, Cabernet S., e Petit Verdot) un vino quotidiano, poi il Guado al Melo  Bolgheri DOC Rosso ( Cabernet S. e Merlot) 13% vol. dalla buona acidità e freschezza, il Guado al Melo Bolgheri Superiore DOC 2008 che nasce dalla selezione delle migliori uve ( Cabernet S., Cabernet Franc e Merlot) fa due anni di affinamento in botte e uno in bottiglia per sprigionare insieme ai frutti di bosco percezioni marine; ma il fiore all’occhiello dell’azienda è il Jassarte 2006 fa due anni di botte e due in bottiglia ha una lunga vita davanti a se e come il fiume da cui prende il nome è sorprendentemente fresco, oltre che fruttato e floreale.

Proseguo con Campo alla Sughera della famiglia Knauf che produce vini relativamente da poco tempo essendo sul mercato solo dal 2004 ottenendo già vari riconoscimenti nazionali e internazionali. Assaggio ADEO Bolgheri Rosso annata 2009 ( Cabernet S., Merlot) 14% vol.rosso rubino con buoni sentori vanigliati e buona morbidezza e alcolicità;ARNIONE Bolgheri Superiore 2008 di taglio bordolese ( Cabernet Sauvignon 40%,Cabernet Franc 20%, Merlot 20% e Petit Verdot 20%) 14% vol., più complesso nei profumi mette in evidenza sentori di piccoli frutti rossi insieme alla vaniglia con un tannino che si esprime lasciando una scia di liquerizia. Castello di Bolgheri si estende per 5 km attorno al celebre viale immortalato dal poeta Giosuè Carducci per una superficie di 130 ettari, di cui soli 50 a vigneto, e il resto coltivato ad olivi. Assaggio il Varvara ( Cabernet S,Merlot,Syrah, Petit Verdot) che fa 12 mesi di affinamento in barrique e 6 mesi di bottiglia, e il Castello di Bolgheri ( Cebernet S, Merlot, Cabernet Franc) realizzato con una selezione delle migliori uve che esprimono degnamente il terroir dal quale provengono.

Di Donne Fittipaldi  azienda agricola che nasce nel 1992, che ha come filosofia il trattare i vini in modo naturale senza stabilizzarli in maniera invasiva per salvaguardarne al massimo il patrimonio organolettico, provo il 2009 Fittipaldi Base( 50% Cabernet S,30% merlot, 10% Cabernet Franc, 5% Petit verdot e 5% Sangiovese )dal colore intensamente rosso rubino e note gradevoli di ciliegia, in bocca è piacevole e lungo;poi il Superior( 30% Cabernet Sauvignon, 30% Cabernet Franc, 30 % Merlot e 10% Petit Verdot) più strutturato e complesso, è setoso e avvolgente.

Della Azienda Agricola Le Macchiole degusto il Paleo Rosso( 100% Cabernet franc)con belle note di frutti di bosco e caffè che si ritrovano in bocca piene e ricche, e il Bolgheri Rosso ( Merlot, Cabernet, Sangiovese e Syrah) rosso rubino con riflessi viola,al naso rivela la vaniglia dolce e piccoli frutti rossi speziati, molto ben bilanciata la freschezza e il tannino che si stempera dolcemente.

Proseguo con Podere Grattamacco il cui primo millesimo prodotto è del 1982 assaggio Bolgheri Rosso l’Alberello 2008 con tannini suadenti e una nota sapida persistente, poi il Bolgheri Rosso 2010 con note di sottobosco e cuoio, fresco e con tannini fini, e il BOLGHERI SUPERIORE GRATTAMACCO ROSSO 2009 13,5% vol. rubino intenso ha un naso complesso di fiori rossi appassiti e note di bosco con ricordi di spezie e echi balsamici, in bocca è equilibrato e con ricca stoffa ancora da svolgere. Tenuta dell’Ornellaia elegantissima struttura che produce vini eccellenti assaggio il Bolgheri Rosso Serre Nuove  2009( Merlot 54%,Cabernet Sauvignon 31%, Petit Verdot 10%, Cabernet Franc 5%)di colore rubino e riflessi violacei con un profumo intenso di spezie e frutta cotta ,gustativamente appare tannico ma bilanciato da una buona acidità; poi l’ORNELLAIA 2005( Cabernet Sauvignon 54%, merlot 27%, Cabernet Franc 16%, Petit Verdot 3%)profumo gradevole di confettura di piccoli frutti rossi mista a sentori balsamici e di macchia mediterranea, presenta un tannino morbido come il velluto, sulle papille gustative che si rinfrescano di acidità molto a lungo.

Di Tenute Gucciardini Strozzi che si affaccia sulla nota strada bolgherese che collega il paese di Bolgheri a Castagneto Carducci, degusto il VIGNARE’ Bolgheri Superiore DOC ( Cabernet Sauvignon 30%, Cabernet Franc 30%, Merlot 40%)con bel profumo intenso di piccoli frutti rossi, sensazione olfattiva che si ritrova al palato con la stessa intensità e piacevolezza, e l’Ocra Bolgheri DOC 2006 ( Cabernet S.40%,Merlot 40%,Syrah 20%) vino elegante che rispecchia a pieno il territorio.

“ The last but not the least”SASSICAIA 2009 di Tenuta San Guido il vessillo della DOC BOLGHERI, creato dal Marchese Mario Incisa della Rocchetta , è un vino nato da uno studio sapiente della zona,il vitigno, metodo produttivo, ed è il capostipite dell’enologia moderna italiana che per primo si è fatto strada nel mondo dopo il secondo conflitto mondiale. Le uve sono 85% Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc15%,di colore rosso rubino intenso ha profumi di cassis e mirtilli sciropposi che si sommano alla vaniglia e alla cioccolata con respiri di bacche mediterranee( ginepro); il gusto gode per la potente suadenza e struttura fatta di un equilibrio perfetto tra tannino sapidità e freschezza. E’ un vino capace di nobilitare un semplice filetto di manzo scottato alla griglia , arricchendo la succulenza e l’untuosità di ogni boccone di quegli aromi pungenti mediterranei e quel gusto fresco minerale e fruttato, che questo uvaggio bordolese in Toscana è capace di esprimere magnificamente.

I vitigni rossi e rari dello Jura francese

Lo Jura francese è una delle “culle” della viticoltura: gia nell’anno 80 DC Plinio il Giovane parlava di questi vini. E’ una regione situata nell’est francese che confina con la Svizzera, ed è perfettamente allineato con la mitica Borgogna; non troppo lontana dai nostri confini e che merita un’escursione.

Il vigneto si estende per circa 70 km di lunghezza e circa 8 km di profondità, sulle colline della regione ad un’altezza media compresa tra i 200 ed i 400 metri. Prima del disastro della Phylloxera il vigneto si estendeva per circa 42000 ettari con non meno di 42 varietà di uve differenti; oggi la realtà è ben diversa infatti gli ettari vitati si sono ridotti a 2000 ed i vitigni si sono ridotto, o sono spariti, drasticamente. I maggiori vitigni rossi sono il Pinot Noir,il Poulsard ed il Trosseau; rimane ancora qualche traccia dell’enorme varietà vinifera del passato con qualche produttore , come il Domaine Ganevat, che coltiva il vitigno Enfarinè, un’uva molto rara, colorante, rustica che è quasi sparita.

Jean Francois Ganevat, uno dei veri “vigneron” della regione produce una cuvee che è chiamata J’en veux dove racchiude un’assemblaggio di 17 vitigni ormai dimenticati tra cui, oltre l’enfarinè, troviamo il portugais blue, il le geuche ( bianca e rossa),il corbeau, l’Argant ( la varietà che Jean Francois ha più vigne),purtroppo ne produce solamente 1000 litri. E’ un vino da tavola in quanto prodotto con vitigni non contemplati dall’AOC, ma è delizioso , con un grado alcolico molto basso ( siamo intorno ai 9,5°) senza aggiunta di sulfiti che ci riporta indietro nel tempo. Il nome di Ganevat è legato alla viticoltura ed all’agricoltura sin dal 1650 ed ancora oggi , grazie alle pregiate vacche della razza Montbeliarde, produce latte che è anche destinato alla produzione di quel fantastico formaggio che è il Comtè. Devo ammettere che ho un debolo per questo “divino” formaggio. Dopo avere lavorato per il mitico Domaine Jean Marc Morey, Jean Francois prende le redini dell’azienda nel 1998. In pochi anni è diventato una delle “star” della regione, il suo Poulsard Cotes du Jura Cuvee Enfant Terrible è uno dei vini, a mio avviso, capaci di trasmettere ciò che il Poulsard è capace, lasciando intatto il suo frutto magico. Il Poulsard , chiamato localmente Ploussard, è il vitigno più diffuso tra i rossi; è un vitigno un pò “riduttore” che può dare vini dai profumi un pò selvatici, specialmente se non sono aereati per tempo. Ultimamente questo vitigno è vinificato in modo da preservare il frutto con fermentazioni più corte in modo da regalarci quel ventaglio di frutti rossi delicati e selvaggi. Inoltre la nouvelle vague dei vignerons vinifica in assenza di sulfiti, what a good news!!!!! Il Trosseau è invece un vitigno molto esigente e forse per questo non è molto diffuso: in media copre circa il 10% che corrisponde a circa 80 ettari. E’ tardivo, ha bisogno di sole e calore, si sposa a meraviglia con i suoli ghiaiosi, su marne poche profonde  e con una predilizione per l’esposizione sud. Si trova nella zona di Arbois, dove regala vini abbastanza tannici, colorati e di medio invecchiamento. Il Domaine Andrè e Mireille Tissot ci regala con il loro Arbois Singulier un’espressione del Trosseau magnifica: naso fresco, amarene, liquirizia, ottima intensità del frutto, carnoso e fine, speziato con un’ottima persistenza.

Il Domaine è biodinamico e lavora senza solfiti aggiunti. Un’altro vino “remarquable” è il Plein Sud del Domaine Ganevat: una precisione naturale ed incredibile del frutto, vellutato, tannini setosi.

World’s top restaurant a Londra per i giochi olimpici

Il ristorante danese Noma, appena eletto come ” world’s best” si sposta a Londra in occasione dei prossimi giochi olimpici.

Una versione “pop-up” del famoso ristorante di Copenaghen, Noma’ sarà spostata in uno dei più classici hotel londinesi, The Claridge’s Hotel, situato nella centralissima ed elegante zona di Mayfair. L’operazione inizierà il 28 luglio e terminerà il 6 agosto. A Londra ci sarà , of course…., lo Chef Renè Redzepi, 34 anni, che negli ultimi tre anni ha portato il ristorante Noma ai vertici culinari del mondo, vincendo il titolo di World’s Best Restaurant nel 2010,2011 e 2012, e recentemente è stato incluso dal giornale londines Times, come una delle 100 persone più influenti nel mondo.

Renè proporrà un menu degustazione di cinque portate, sia per il lunch che per il dinner, a 195£, circa 234 €,che si chiamerà A Taste of Noma at Claridge’s; purtroppo i dieci giorni di renè Redzepi sono tutti andati sold out nel giro di pochi giorni. I posti disponibili per ogni servizio erano ben 170, ma non c’è da stupirsi del fatto che sia stati venduti nel giro di pochissimo tempo, basti pensare che il ristorante Noma ha una waiting list di 100.000 persone al mese!!!!! Renè ha lavorato anche presso il famoso chef spagnolo, Ferran Adrià, nel ristorante El Bulli. Ricordiamo che il ristorante principale del Claridge’s è gestito da un’altra firma mondiale del mondo culinario: Gordon Ramsay.

Mr Redzepi è molto eccitato da questa opportunità e preparerà un menù che è un connubio tra mare e terra, ovviamente utilizzerà ingredienti britannici.

CameraCantina: il primo hotel dedicato al vino

Dopo avere ripreso il concept dell‘Hotel du Vin inglese anche in Italia apre il primo Hotel totalmente dedicato al vino.

Nasce a Perugia il primo Hotel interamente dedicato al Mondo del Vino Italiano e si chiama Camera Cantina.

L’Hotel Giò Wine Area aprirà 100 CameraCantina® e offre l’imperdibile promozione Bed&Wine: le aziende vitivinicole italiane firmano l’accoglienza.

Una Concept Room ma anche un progetto legato alla promozione

ed alla diffusione delle cultura del vino in una chiave unica ed innovativa.

Perugia – CAMERACANTINA® è una camera d’albergo unica, emozionale, che ricorda i colori, atmosfere e gli ambienti tipici delle cantine (pavimenti in cotto e in rovere naturale, botticelle e cassette per la raccolta dell’uva, marmo “cabernet”, sedie e poggia valigie ricavati dal recupero di doghe e vecchie barrique) in grado di far “viaggiare” l’ospite nel mondo del vino.

CAMERACANTINA® è anche uno spazio-mostra, dove le aziende e le realtà del vino possono

raccontare le loro storie, lo stile e la passione che accompagna la nascita dei Grandi Vini e delle più

rappresentative realtà del territorio italiano.

Saranno 100 le CAMERACANTINA® dell’Hotel Giò Wine Area di Perugia, ciascuna dedicata ad una azienda, un prodotto (vini ma anche bollicine , distillati etc ) o a un territorio.

Le aziende vinicole, ma anche i Consorzi di Tutela, le Strade del Vino e tutte le altre organizzazioni e istituzioni che hanno a cuore la valorizzazione e promozione dei vini e dei loro territori potranno quindi firmare la propria CAMERACANTINA® partecipando attivamente al progetto. Ciò significa personalizzare gli elementi e i complementi di arredo come la Scri-vini-a, le Wine-Lamp, le casse di vini adibite a comodini, le porte ingresso, il Wine-Wall e altro ancora.

Le prime 33 CAMERACANTINA® sono state aperte ai clienti dell’Hotel Giò Wine Area nei primi giorni di Settembre 2011 e il progetto di ristrutturazione si svilupperà in tre ulteriori fasi per poi terminare a Dicembre 2012 .

La IV International Wine Tourism Conference and Workshop, che, dal 30 Gennaio al 2 Febbraio 2012, ha scelto l’Hotel Giò Wine Area come sede per i propri lavori, è quindi l’occasione ufficiale per presentare al pubblico e alla stampa internazionale queste prime 33 CamereCantina.

Tra le cantine che hanno aderito e firmato la propria “CAMERACANTINA® troviamo importanti nomi del panorama vitivinicolo umbro, quali Lungarotti, Caprai, Rocca di Fabbri, Terre Margaritelli,Antonelli, Còlpetrone, Cantine Goretti, Madrevite, Cantina Briziarelli, Carlo e Marco Carini, Terre de’ Trinci e di altre regioni (Rocca delle Macìe).

Un progetto tutto made in Italy, dunque, che insieme alle cantine, ha visto anche la partecipazione

di grandi aziende italiane, dall’arredo ai rivestimenti, come Listone Giordano, Tagina Ceramiche d’Arte, Saint-Pierre Rivestimenti, Marmi Antolini Luigi, Texilario e la ricerca dell’Istituto Italiano Design.

“CAMERACANTINA® -precisa Valeria Guarducci, Ad di Apice Hotels- non è solo un format legato all’accoglienza alberghiera, ma un progetto molto più ampio, che mira alla promozione del vino ma anche alla creazione e allo sviluppo di nuovi format di commercializzazione, oltrechè alla  diffusione di una cultura enologica finalizzata anche ad un consumo consapevole.”

Con questo obiettivo, dallo scorso mesi di dicembre 2011 CameraCantina è protagonista di Bed&Wine*, un’ iniziativa promozionale senza eguali. Per chi acquista presso la fornitissima Enoteca dell’Hotel stesso una confezione di pregiati vini italiani, per un importo minimo di 79,00 euro la notte in camera matrimoniale per due persone con prima colazione inclusa costa solo 0,99 Euro.

E’ sempre seguendo questa filosofia che CameraCantina ha presentato altri due originali ed innovativi progetti. Il primo è ILoWine (www.ilowine.com) : una linea di packaging divertenti, in commercio in esclusiva con i prodotti delle Cantine Sponsor, con l’obiettivo di avvicinare al prodotto in un modo “nuovo” e raggiungere un pubblico che abitualmente non compra Vino o non frequenta Enoteche. Il secondo progetto è Proseat , dalla collaborazione con l’Istituto Italiano Design di Perugia nasce una linea di eno-arredo: i materiali di recupero delle cantine si trasformano in oggetti di design da dedicare agli ambienti del mondo del vino e non solo.

“CAMERACANTINA® inoltre firmerà un calendario di appuntamenti ed eventi dedicati al mondo del vino, come CameraCantina Open Day, previsto per Dicembre 2012: gli appassionati e gli operatori del settore si danno appuntamento in Hotel, per passeggiare tra corridoi e CamereCantina, in un viaggio immaginario lungo l’Italia del Vino, con banchi di assaggio, degustazioni, informazioni multimediali, mercato.

Il progetto nasce dalla creatività della famiglia Guarducci, che si occupa con successo sia di marketing territoriale ed organizzazione di eventi per il grande pubblico (il più famoso dei quali,Eurochocolate, è ormai noto a livello internazionale) che di ospitalità, distinguendosi da sempre per le proposte originali dei suoi alberghi a tema dedicati al Vino, Jazz e al Cioccolato. A Perugia,infatti, trovano sede ideale i tre alberghi del gruppo, Hotel Giò Wine Area, Hotel Giò Jazz Area ed Etruscan Chocohotel, noti al pubblico dei turisti per le numerose iniziative promozionali e commerciali.

Conclude Valeria Guarducci : “Sulla scia del successo del Progetto Smile Rates , che ha ottenuto tra l’altro il prestigioso Premio Nazionale per l’ Innovazione nei Servizi, per gli appassionati del vino – soci Ais, Slow Food e di altre Associazioni di gourmet- sono in serbo anche altre particolariiniziative tariffarie nel corso dell’anno ”

Parker Coonawarra Estate Terra Rossa First Growth

Siamo in Australia, nella regione di Coonawarra striscia di terra rossa ( come dice il nome) argillosa e ricca di ferro , particolarmente adatta  alla produzione di vini rossi di qualità. La Parker Estate fu fondata nel 1985 da John Parker, e dopo la sua morte fu nuovamente venduto alla famiglia Rathbone nel 2004, quelli che detengono anche Yering Station.  La tenuta è nell’estremo sud della striscia di Coonawarra, cioè la zona che usufruisce di un microclima particolarmente più fresco. First Growth, cioè Premier Cru è forse un po azzardato ed insolente ma questo è un vino prodotto con le migliori viti, quelle piantate nel 1985. Oltre alla solita terra rossa tipica di questa zona, troviamo anche ghiaia dove cresce il Cabernet Sauvignon, ed un’altra di argilla dove cresce il Merlot.

L’enologo è Pete Bissel che ha prodotto tutte le annate della Terra Rossa fin dal primo millesimo che è stato il 1996. I vitigni sono Cabernet Sauvignon e Merlot, con una proporzione che varia tra il 10% ed il 14%  secondo le annate.

Il 2006 è stata un’annata magica  che ha ricevuto numerosi premi dai grandi guru dell’enologia mondiale, nonostante lo screwcup……..

James Halliday,autore dell’Australian Wine Companion, lo descrive cosi: colore molto profondo, estremamente potente, denso con un dominanza di more e cassis che oscurano il legno francese. Per i nostri nipoti. 96 PTS

 

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